“Certo ce ne hai messo di tempo eh! Bentornata, ti stavo aspettando.”
Un tesoro di cane ancora non esisteva ed io e Ambra passeggiavamo angosciate nel canile dove tutto è cominciato. Tra le gabbie più piccole, te, pelo nero lucido orecchie dritte, faccia da cucciolone in un corpo deforme. Non un giaciglio, non una cura. Quel giorno siamo tornate a Roma senza di te, ma tu da quel momento hai cominciato a cambiare la nostra vita. Siamo tornate la settimana dopo e tu non c’eri più. Abbiamo chiesto agli inservienti dove fosse quel cagnolone nero dagli occhi dolci e le zampe storte, ma nessuno sapeva darci una risposta. “Forse sarà morto”. dicevano. Rimanevi fisso, comunque, nei miei pensieri.
Passano i mesi, e poi gli anni, nasce Un tesoro di Cane e con lei io ed Ambra impariamo a crescere e apriamo, giorno dopo giorno, sempre più gabbie.
“Oggi Andiamo in quell’ala di canile”, una mattina di foto per dare loro una possibilità in più. Da quella gabbia stracolma di cani pieni di rabbia e di speranza, uno sguardo mi buca: “Certo ce ne hai messo di tempo, eh. Bentornata, ti stavo aspettando.”
TU, sempre più deforme e provato, non eri morto, avevi imparato a sopravvivere nell’inferno nonostante tutte le tue oggettive difficoltà. Ti avevano semplicemente spostato come un pacco in un altro box, senza fare caso a chi fossi veramente. Lo sguardo aveva mantenuto la stessa dolcezza e la stessa speranza nell’uomo che, per come lo avevi conosciuto tu, era solo un carnefice. Ma questo non era abbastanza per minare le tue certezze. Già allora i tuoi insegnamenti risuonavano forti, pur senza incontrarci non avevi smesso di insegnare.
Quel giorno hai salutato l’inferno per sempre. Tra lacrime di commozione in qualche modo avremmo fatto, ma il tuo destino doveva cambiare.
Sei stato accolto nella nostra famiglia che cominciava a crescere, hai fatto parte anche di tutto quel cambio di passo che ha caratterizzato la nostra evoluzione. Ci hai insegnato l’importanza dell’ascolto delle voci che chi usciva dall’inferno aveva bisogno di comunicare. Un tesoro cominciava a diventare quello che è ora.
Ritrovo una tua foto, la prima, quella scattata di sfuggita il giorno del nostro primo incontro. Da quel momento è sulla mia scrivania in studio e mi aiuta a ritrovare l’energia quando le difficoltà cercano di sovrastare la determinazione. Decine di volte quella foto ha fatto la differenza nella mia crescita. Da quel momento sei stato al nostro fianco nei momenti più belli ed in quelli più brutti.
Le tue rocambolesche avventure avevano sempre una morale, e regolarmente ci spiazzavi nella tua infinita e calma saggezza. Non c’ è stata persona Che tu abbia incontrato a cui tu non abbia insegnato qualcosa. Hai insegnato la bellezza del tempo, la potenza di uno sguardo, il potere della consolazione, l’esplosione dell’energia e la fermezza della determinazione. Hai accolto, hai rispettato, sei stato sempre fermo sui tuoi saldi principi. Hai costruito il tuo regno e ti sei impegnato a renderlo felice ogni giorno.
Qualche giorno fa eravamo da te a parlare di futuro. Tu con gli occhi felici sul tuo trono sembravi appoggiare sogni grinta. Ancora una volta, ora, sappiamo grazie a te che ogni cosa ha il suo tempo, giusto, cadenzato. Il titolo di re te lo sei sudato: Saggio costante e imperturbabile, Continuo esempio, Determinato, caparbio, dal cuore di Zucchero. Ci hai insegnato che la disabilità spesso è solo un giudizio di chi osserva, e che ognuno, a suo modo, può scalare le montagne.
Condottiero indomito non hai mai smesso di insegnarci a vivere il presente con il Sorriso alla vita. Grato sempre e certo che i destini possono cambiare.
ogni volta che ci vedevamo il tuo animo calmo mi accoglieva
Bentornata, ti stavo aspettando. Te ne sei andato con la stessa serena determinazione di sempre. Il primo giugno, nel tuo punto preferito del regno, dove tutto è sotto controllo.
Non sapevamo come affrontare il caldo con te, temevamo il nemico torrido ed il momento. Ed invece ancora una volta hai preso in mano la situazione. Sei sempre stato colui che ci ha insegnato a vedere la bellezza de mondo oltre l’ostacolo, senza concentrarsi sull’effettiva difficoltà dell’ostacolo stesso.
Te e le tue zampe storte e doloranti. Certamente Un tesoro di cane ha imparato tantissimo da questo saggio punto di vista ed in tanti hanno potuto dire grazie alla grinta che ci hai trasmesso. Ora non ci resta che ringraziarti per aver reso le nostre vite migliori, per averci assistiti in questa lunga e faticosa crescita.
il nostro grazie va a Claudia e Marta, che al nostro fianco non ti hanno mai abbandonato.
Ci manchi da matti e sappiamo che il nostro percorso ancora deve proseguire, ma ti preghiamo di non dimenticarti, di tanto in tanto, di tornare a dirci con il sorriso “Bentornata, ti stavo aspettando”
Con infinito amore
Giulia, Ambra, Soana e tutta la Squadra di Un tesoro di cane